nolliarchitecture | Il container monumentalizzato come contenitore di paesaggio

Il container monumentalizzato come contenitore di paesaggio

Type: competition

Location: Genova Italy

Status: idea 2011

Team composition:

arch. Davide Andrea Nolli

arch. Stefano Sabatino

La città di Genova rivela un profondo radicamento al proprio supporto orografico ben riconoscibile nella sua struttura urbana. Consapevole di questa forte relazione il progetto si fonda secondo un approccio multiscalare che va dal locale al globale, inserendo un nodo di intensificazione monumentale in grado di supportare l’identità del cittadino. Il valore strategico del progetto si esprime quindi come relazione geografica con la città e come relazione simbolica legata alla memoria storico produttiva (il porto ed i suoi container), costituendo in questo senso un nodo di intensificazione geografico simbolica. Si prevede quindi il ripensamento dell’intera piazza attraverso un’operazione di modellazione di suolo che accoglie al suo interno il container monumento. Il ridisegno della nuova piazza tende a consolidare e rafforzare l’asse geografico, costituito da Via Corsica, e l’asse simbolico, legato alla visione/percezione dell’industria portuale che sintetizza la memoria produttiva della città. Tale procedimento compositivo porta alla generazione di due suoli distinti: il primo si radica alla giacitura geografica, il secondo a quella simbolica.  Lo scarto tra questi due suoli forma uno spazio interstiziale che costituisce l’elemento di penetrabilità pedonale e di connessione tra le differenti quote raggiunte dai piani inclinati.
Il container può diventare monumento?
Un container, in quanto oggetto con funzione di contenitore atto ad essere trasportato, non costituisce di per sé un monumento. Il container può però acquisire valenza di monumento grazie ad una serie di operazioni concettuali di ispirazione Dadaista che permettano una reinterpretazione e rielaborazione semantica, capaci di far (ri)leggere l’oggetto sotto una nuova lente. Le operazioni effettuate sull’oggetto-container sono dunque azioni concettuali di “monumentalizzazione”. Attraverso un diagramma sintetico che schematizza queste operazioni si mostrano le modificazioni fisiche, in pianta e in alzato, a cui l’oggetto è sottoposto (in rosso è evidenziato il piano cartesiano sul quale è stata effettuata l’azione trasformatrice). Da oggetto contenitore il container viene riletto, trasformato e concettualmente rovesciato in oggetto contenuto, grazie all’apposizione di un modulo spaziale che lo include, corrispondente alla lunghezza del lato maggiore del container. L’inversione semantica può essere parafrasata nella trasformazione da CONTAINER a RENIATNOC. Il modulo tridimensionale che contiene l’oggetto è quello che misura l’intera piazza. La misura del container viene quindi rapportata alla misura urbana attraverso la modulazione. Le successive operazioni si rendono necessarie per rovesciare un’ulteriore caratteristica peculiare del container: la trasportabilità. Nelle manovre di trasporto, infatti, il container necessita di rimanere in una posizione orizzontale sia per questioni relative al contenuto sia per ragioni strettamente costruttive e, in ottica trasformatrice, il suo asse viene manipolato all’interno del modulo spaziale che lo contiene. In conseguenza di tali azioni concettuali modificatorie il container risulta quindi monumentalizzato e, incastonato sul suo suolo, diventa mirino simbolico attraverso cui guardare il porto, trasformandosi in vero e proprio contenitore concettuale di paesaggio.